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Il Padrino - l'incipit

Tratto dal romanzo omonimo di Mario Puzo, autore della sceneggiatura assieme al regista Francis Ford Coppola, Il Padrino (1972) spaccò la critica alla sua uscita trattando di un tema così forte come quello della mafia italoamericana, con quello che per Coppola altro non era che <

Come nel caso dei più grandi film che ci sono stati e che continuano ad esserci però, Il Padrino non ha di certo bisogno di essere difeso o accusato, rientra nella 7° arte e per questo ancora nei cinema, nelle riviste o nelle scuole di cinema viene citato.



La scena iniziale de Il Padrino è avvolta nell'oscurità.
Vediamo apparire il volto di un uomo che sta parlando con un misterioso interlocutore.
Avvertiamo dal tono della voce che l'uomo sia nervoso e con un accento italiano, l'uomo parla dell'America, del fatto che la figlia sia nata e cresciuta in questo paese come una cittadina americana.
L'uomo prosegue descrivendo un pestaggio subito dalla donna, nel frattempo l'oscurità in cui anche la macchina da presa è avvolta permane, ma si inizia a distinguere qualche piccolo dettaglio del viso.
e' il momento in cui lo spettatore inizia a comprendere che quest'uomo, questo padre stia per chiedere qualcosa di importante al suo interlocutore, qualcosa che sicuramente riguarda sua figlia.
La macchina da presa infatti comincia ad allontanarsi e da un'inquadratura di mezzo piano, in cui vediamo l'uomo seduto dietro una scrivania, con un lento allontanamento della macchina da presa all'indietro, arriviamo , probabilmente a fianco del secondo personaggio in scena.
In macchina infatti, nel campo, entrano le mani dell'uomo che si limitano a gesticolare ascoltando la vicenda giudiziaria in cui prima i malviventi colpevoli del pestaggio sono stati arrestati, ed in seguito hanno ricevuto una sospensione della pena.
l'uomo quindi dice che così ha deciso di rivolgersi a Don Corleone.
Don Corleone, il secondo personaggio, prende la parola una volta nominato. Rimane di spalle ma la sua figura, sebbene ancora nell'oscurità, compare nel campo.
L'uomo seduto a lui di fronte si alza, si avvicina e dice qualcosa all'orecchio di Don Corleone.

Don Corleone compare in macchina.
un uomo dal prepotente aspetto, dotato di un visibile potere, gioca con un gatto sulle sue ginocchia mentre l'altro uomo torna alla sua posizione dietro la scrivania ma rimanendo in piedi.
Don Corleone, restio per il trattamento subito in precedenza dall'uomo e dal fatto di non aver avuto subito richiesta di giustizia per la donna, si dice indispettito perchè disturbato nel giorno del matrimonio di sua figlia e  mai rispettato dall'interlocutore, neanche di essere stato chiamato  "Il Padrino".


In una sequenza di circa 2 minuti, abbiamo tutta la trama del film spiegata.
Don Corleone, il capo della famiglia più importante, nominato Il Padrino è risentito verso chi non prova rispetto nei suoi confronti ma non stenta ad ascoltare scuse e richieste perfino nel giorno più importante per un padre.
In una sala avvolta dall'oscurità, in cui l'unica luce sembra essere quella che avvolge il volto di Don Corleone, ed in cui forse Coppola fa un netto rimando all'oscurità intima di chi è a capo di una famiglia malavitosa, conosciamo subito Il Padrino, colui a cui il film da nome e probabilmente dispiegamento di trama.

Osservato l'uomo ancora in piedi, visibilmente nervoso per la domanda di vendetta fatta, Don Corleone riceve un baciamano, una richiesta in cui finalmente viene chiamato "Padrino" ed alzandosi afferma che ha appena ricevuto un dono.
Sarà la vendetta o la grazia del Padrino, Corleone ruba completamente la macchina da presa, congeda l'uomo e dice ai suoi uomini di occuparsi di tutto concludendo con "Noi non siamo assassini anche se quel beccamorto ne è convinto".
Con chiusura ad effetto, Il Padrino può 'iniziare'.



Steve Schapiro - Il Padrino

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