In sala il film scritto, diretto, prodotto e interpretato da Cherien Dabis.
La storia di tre generazioni nella Palestina, uno spaccato sociale
essenziale.
La casa, simbolo di tutto il film, non è solo il luogo fisico che prima
ha dovuto lasciare la famiglia di Sharif e a cui tornerà solo da anziano
suo figlio Salim. La casa è il luogo di cui tutti abbiamo bisogno, in cui
ci sentiamo protetti. E la forza di questo film sta proprio nel
dimostrarcene il valore. Fin dall'arresto di Sharif infatti, si percepisce
il bisogno e il significante che la parola "casa" ha per la famiglia
attraverso sessant'anni. A chi la casa viene tolta con la forza, a chi ha
bisogno di parole sincere come rifugio e a chi ha dovuto attraversare
l'Oceano pur di dimenticarla. La Dabis offre allo spettatore una
soluzione sulle possibilità alla domanda "Qual è il significato di casa?".
Concentrandosi sulle tre vicende, legate da un sentimento
viscerale e unico, la regista ci affascina, pur dolorosamente,
trascinandoci in una vera e propria epopea, quella della Palestina.
Il
dramma che la Palestina sta vivendo in questi giorni, è visto con la
dignità di un popolo che non ha mai smesso di credere nella propria patria
e nella sua cultura. Più gli anni passano in Tutto quello che resta di te,
e più questo senso di appartenza cresce -come è giusto che sia- attraverso
i suoi personaggi e le loro vite.
Vite difficili, sempre in bilico
tra paura, coraggio e ricerca di felicità. Vite spezzate da ingiustizie,
soprusi e orrori.
La Dabis utilizza un regia attenta a
sottolineare l'emozione, senza scendere in patetismi, e coinvolge lo
spettatore mostrando la pura verità. Il suo personaggio, quello di Hanan,
moglie di Salim, è collante tra tutte le tre età raccontate. Hanan è una
donna forte, dolce e determinata. La sua famiglia è il suo rifugio.
Il film, presentato con successo in tutto il mondo, è un'opera
necessaria non solo per l'importante argomento trattato ma anche per
ricordare il valore delle cose che diamo per scontato perchè fortunati ad
averle, come, appunto, la casa.


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