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Tutto quello che resta di te - la recensione

 In sala il film scritto, diretto, prodotto e interpretato da Cherien Dabis.


La storia di tre generazioni nella Palestina, uno spaccato sociale essenziale.


Interpretato da con Saleh Bakri, Cherien Dabis, Adam Bakri, è in sala con Officine UBU.
Cisgiordania, 1988. Il giovane Noor rimane coinvolto durante un attacco dei soldati israeliani nel campo profughi in Cisgiordania. Noor ha una storia alle   spalle intensa, seppur giovanissimo, parallela a quella di suo padre e suo nonno, prima.

Tutto quello che resta di te è l'intenso film con cui la regista Cherien Dabis racconta allo spettatore la storia della Palestina dal 1948 al 2022. La famiglia di Sharif, è costretta a lasciare la sua casa quando gli attacchi dell'esercito israeliano è sempre più vicino. La moglie e i figli di Sharif, abbandonano tutto per trovare sicurezza mentre Sharif, rimasto solo a casa, viene arrestato da un gruppo di militari, "colpevole" di essere nella sua casa.



La casa, simbolo di tutto il film, non è solo il luogo fisico che prima ha dovuto lasciare la famiglia di Sharif e a cui tornerà solo da anziano suo figlio Salim. La casa è il luogo di cui tutti abbiamo bisogno, in cui ci sentiamo protetti. E la forza di questo film sta proprio nel dimostrarcene il valore. Fin dall'arresto di Sharif infatti, si percepisce il bisogno e il significante che la parola "casa" ha per la famiglia attraverso sessant'anni. A chi la casa viene tolta con la forza, a chi ha bisogno di parole sincere come rifugio e a chi ha dovuto attraversare l'Oceano pur di dimenticarla. La Dabis offre allo spettatore una soluzione sulle possibilità alla domanda "Qual è il significato di casa?". 
Concentrandosi sulle tre vicende, legate da un sentimento viscerale e unico, la regista ci affascina, pur dolorosamente, trascinandoci in una vera e propria epopea, quella della Palestina.
Il dramma che la Palestina sta vivendo in questi giorni, è visto con la dignità di un popolo che non ha mai smesso di credere nella propria patria e nella sua cultura. Più gli anni passano in Tutto quello che resta di te, e più questo senso di appartenza cresce -come è giusto che sia- attraverso i suoi personaggi e le loro vite.
Vite difficili, sempre in bilico tra paura, coraggio e ricerca di felicità. Vite spezzate da ingiustizie, soprusi e orrori.
La Dabis utilizza un regia attenta a sottolineare l'emozione, senza scendere in patetismi, e coinvolge lo spettatore mostrando la pura verità. Il suo personaggio, quello di Hanan, moglie di Salim, è collante tra tutte le tre età raccontate. Hanan è una donna forte, dolce e determinata. La sua famiglia è il suo rifugio.


Il film, presentato con successo in tutto il mondo, è un'opera necessaria non solo per l'importante argomento trattato ma anche per ricordare il valore delle cose che diamo per scontato perchè fortunati ad averle, come, appunto, la casa. 

 

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