Al Pop Corn Festival del Corto ha vinto la sezione Miglior Corto Italiano.
Ecco la recensione di Viola di Marco Lorenzo Masante.
Protagonista Marina Massironi nel ruolo di Viola, il corto di Masante parla, con estrema sincerità, delle rinunce che alle donne vengono imposte.
Durante una cena di famiglia, in cui il figlio Ascanio presenta ai genitori (Massironi e Gigio Alberti) la fidanzata, Viola, parlando con la ragazza, ricorda i tempi passati, i sogni, e a quanto ha rinunciato. Ammira la ragazza che, con sincerità, si difende dalle scelte imposte e le fa rimpiangere ciò che lei non ha fatto per sè stessa.
La narrazione si scioglie in maniera fluida ed incisiva. Tutto è concentrato sulla recitazione degli attori, un gruppo affiatato e più che credibile. Ovviamente, ad attrarci è la Massironi, protagonista indiscussa che non schiaccia gli altri con la sua prova.
Viola si sposa. Chiude il suo bellissimo banco dei fiori. Il marito osserverà che era solo un mestiere stancante. Mette al mondo Ascanio. Ascanio, però, sembra essere stato cresciuto solo da suo padre. La pensa come lui. Andrà a Londra e la sua fidanzata, senza sapere nulla, dovrà smettere di lavorare perché "non serve".
Viola sorride. Ma dietro quello sguardo c'è il risentimento per una rinuncia che l'ha allontanata da sé stessa e dalla sua dignità.
Viola è un cortometraggio che spiega quanto costi rinunciare a noi. Quando gli altri ci danno per "scontati" e dimenticano il valore del lavoro, delle scelte come affermazione di sé, oltre la vita di coppia.
Una produzione OffiCine (IED e Anteo).


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