Passa ai contenuti principali

Queen Budapest: il celebre concerto in sala dal 7 all'11 Ottobre

 Sarà in sala dal 7 all'11 Ottobre, in occasione del 40º anniversario di questo momento fondamentale nella storia della band, il live della band inglese.



Queen Budapest, il primo rock show di una band occidentale in uno stadio oltre la Cortina di ferro, nonché l’ultima esibizione dal vivo dei Queen al completo ripresa su pellicola, sarà proiettato nei cinema e nelle sale IMAX di tutto il mondo dal 7 ottobre con distribuzione a cura di Trafalgar Releasing.

In Italia sarà nelle sale dal 7 all’11 ottobre distribuito in esclusiva da Nexo Studios è diretto da János Zsombolyai.

Il film è stato meticolosamente restaurato in 4K a partire dalle riprese originali in 35 mm presso gli studi neozelandesi Park Road Post Production di Sir Peter Jackson, con un nuovo missaggio audio realizzato dalle registrazioni multitraccia originali, per offrire la versione più coinvolgente dello spettacolo mai realizzata.


Queen Budapest è un documentario cinematografico unico nel suo genere, nato per rivivere il concerto nel tempo, renderlo accessibile a tutti e per testimoniare la grandiosità della musica in grado di abbattare qualsiasi barriera.

 

Registrato il 27 luglio 1986 al Népstadion di Budapest, durante il “The Magic Tour” della band, il concerto rappresentò un momento rivoluzionario: in un periodo di profondi cambiamenti culturali e politici, i Queen divennero la prima rock band occidentale a esibirsi oltre la Cortina di ferro. Oltre agli 80.000 biglietti venduti, si stima che circa 45.000 persone abbiano ascoltato il gruppo dall’esterno dello stadio; alcuni fan arrivarono persino dalla Russia e dalla Polonia per assistere al concerto.





I commenti di Brian May e Roger Taylor: 


Brian May: «Per anni, i fan che vivevano oltre la Cortina di ferro avevano potuto ascoltare la musica dei Queen soltanto attraverso cassette illegali. Ascoltare gruppi rock come il nostro era proibito, quindi vederci esibire dal vivo sarebbe stato impensabile. Questo concerto, durante il quale poterono finalmente venire a vederci di persona e interagire con noi, fu per loro un momento di enorme intensità emotiva, e lo fu anche per noi. Avevamo la sensazione che fosse qualcosa di davvero importante: si percepiva un’energia incredibile. Non ci sarà mai più un evento simile. Forse il momento più memorabile di tutti fu l’esecuzione di quella bellissima canzone popolare ungherese, che Freddie e io avevamo imparato per l’occasione. Non c’era un solo occhio asciutto!».

 

Roger Taylor: «Ci piaceva pensare che la musica potesse superare la politica e le barriere politiche. Questo faceva parte della nostra filosofia: coinvolgere davvero il pubblico nello spettacolo e farlo sentire parte di esso. So che Freddie aveva cercato di imparare quella canzone popolare, ma si era scritto le parole foneticamente sul dorso della mano. Quando il pubblico iniziò spontaneamente a cantare, ci rendemmo conto che, sì, la musica può davvero diventare una grande forza capace di unire le persone».

 

Brian May: «Il team di Peter Jackson ha svolto un lavoro magnifico nel restaurare le riprese originali nella più alta risoluzione mai raggiunta: le immagini sono perfette e la qualità è mozzafiato. Credo che vi piacerà moltissimo. Anche sul fronte del suono abbiamo potuto realizzare un lavoro di restauro di altissimo livello. Ora, nelle sale IMAX e nei cinema, sarà in assoluto l’esperienza più realistica dei Queen nel pieno dei nostri anni d’oro mai realizzata. Credo che il pubblico si lascerà completamente trasportare, fino quasi a dimenticare di stare guardando un film».

 

 

La produzione fu affidata alla Mafilm, con la regia di János Zsombolyai, che coinvolse i più autorevoli direttori della fotografia ungheresi, con macchine da presa dislocate in ogni punto dello stadio e riprese realizzate dall'elicottero.

Lo spettacolo fu filmato professionalmente in 35 mm da 17 tra i migliori operatori cinematografici ungheresi. La produzione impiegò 17 cineprese e circa 40 chilometri di pellicola, vale a dire tutta quella disponibile nel Paese.

Alle performance dal vivo si alternano immagini della band e dei fan, insieme a sequenze girate nei cinque giorni precedenti a Budapest, che mostrano Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon vivere la città in alcuni dei suoi luoghi più iconici.

L’intera operazione fu approvata dal governo ungherese, un fatto senza precedenti per uno Stato comunista.

 

Il nuovo restauro parte dalle registrazioni multitraccia originali del concerto, preservando non solo la musica e le voci della band, ma anche l'energia degli oltre 80.000 spettatori presenti quella sera, il cui coinvolgimento diventa parte integrante dell'esperienza d'ascolto.

Queen Budapest è l’ultima esibizione dal vivo della band con Freddie Mercury a essere stata filmata e mostra il gruppo all’apice della propria potenza sul palco.

 

Il risultato è un'opera che unisce la potenza del live al valore del documento storico, raccontando non solo uno dei momenti più alti della carriera dei Queen, ma anche un evento entrato nella storia.

 

Considerata la portata di quell’impresa, sarebbe stato impossibile immaginare che i Queen avrebbero fatto soltanto altri 5 concerti, concludendo per sempre la loro attività dal vivo con Freddie appena un mese dopo. L’ultimo spettacolo si svolse infatti il 9 agosto 1986 al Knebworth Park, in Inghilterra.

 

 

Una versione editata dello show fu trasmessa nel dicembre 1986 in tutto il blocco comunista, compresi Cina, Polonia, Cecoslovacchia, Germania Est, Jugoslavia e Mongolia. Il 1º gennaio 1987 venne inoltre proiettata in 59 cinema ungheresi, segnando ancora una volta un primato per un gruppo rock occidentale.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Tutto quello che resta di te - la recensione

 In sala il film scritto, diretto, prodotto e interpretato da Cherien Dabis. La storia di tre generazioni nella Palestina, uno spaccato sociale essenziale. Interpretato da  con Saleh Bakri, Cherien Dabis, Adam Bakri, è in sala con Officine UBU. Cisgiordania, 1988. Il giovane Noor rimane coinvolto durante un attacco dei soldati israeliani nel campo profughi in Cisgiordania. Noor ha una storia alle   spalle intensa, seppur giovanissimo, parallela a quella di suo padre e suo nonno, prima. Tutto quello che resta di te è l'intenso film con cui la regista Cherien Dabis racconta allo spettatore la storia della Palestina dal 1948 al 2022. La famiglia di Sharif, è costretta a lasciare la sua casa quando gli attacchi dell'esercito israeliano è sempre più vicino. La moglie e i figli di Sharif, abbandonano tutto per trovare sicurezza mentre Sharif, rimasto solo a casa, viene arrestato da un gruppo di militari...

Una cosa vicina: alle Giornate degli Autori l'esordio di Loris G. Nese

 Una cosa vicina: alle Giornate degli Autori l'esordio di Loris G. Nese Francesco Di Leva e Mario Di Leva sono le voci del primo film di Loris G. Nese in Una cosa vicina, film ibrido che sarà presentato in anteprima mondiale alle Giornate degli Autori.

Nella colonia penale: a Locarno il documentario

Le colonie penali sarde sono raccontate nel documentario presentato a Locarno Nella colonia penale è il documentario firmato da quattro registi,  un racconto per immagini di alcune delle ultime  colonie penali  tuttora  attive in Europa . Tre  località sarde  - Isili, Mamone, Is Arenas, fino a poco tempo fa l'Asinara - sono infatti sede di case di lavoro all'aperto, fondate su un  modello ereditato dall'imperialismo europe o , dove i detenuti scontano la pena coltivando la terra, allevando animali da pascolo o svolgendo compiti legati alla manutenzione della stessa struttura in cui sono costretti. Nella colonia penale: protagonisti e regia  Protagoniste sono  per lo più persone migranti , il cui tempo è nel film come nella vita reale fermo e dilatato dalla condizione di detenzione, scandito dai compiti quotidianamente previsti  in cambio della possibilità di scontare la propria pena in spazi aperti, a contatto con gli animali, ma ...