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AUGURI A MERYL STREEP : i 69 anni di una delle ultime DIVE del cinema

AUGURI A MERYL STREEP : i 69 anni di una delle ultime DIVE del cinema



Definire Diva Meryl Streep, che compie 69 oggi, non sarebbe giusto perché lei stessa, in più di un’occasione ha ammesso di non sentirsi tale.
Eppure il termine diva significa proprio questo : Attrice teatrale o cinematografica che abbia raggiunto grande notorietà. E lei, con trenta anni di carriera alle spalle, in più di un'occasione lo ha dimostrato.






Il percorso di Meryl Streep, all’anagrafe Mary Louise Streep, inizia nel New Jersey, dove nasce in una normale famiglia che la iscrisse alla scuola pubblica e ad una scuola di canto dove prese lezioni da soprano. In seguito Meryl si dedicò agli studi di arte drammatica, arrivando alla prestigiosa università di Yale dove si laurea in Arte drammatica.
Gli inizi furono quindi nel mondo del teatro, Mery coltiva da sempre questa passione, e nel 1975 ottiene un provino per King Kong per il quale venne scartata essendo per il produttore “troppo brutta!” . ancora oggi –nella trasmissione The Graham Norton Show del 2015 ne parlò di nuovo- ride di quella situazione, probabilmente conscia ,come è giusto che sia, che un attrice per lavorare non abbia bisogno di bellezza ma di bravura, espressività tanto da rendere affascinante un ruolo in cui padroneggia.
Parole abbastanza eclatanti per Hollywood dove sembra che solo chi sia dotato di estrema bellezza fisica possa essere –ancora oggi- scritturato per un film ma la Streep aprì la strada a coloro che potevano contare sulla loro estrema empatia che rende possibile recitare un personaggio con un’estrema immedesimazione, tale da dimenticarsi di vedere un attore in quella pellicola ma solo il personaggio chiamato ad interpretare.
Nel 2017, alla premiazione dei Golden Globe, un’emozionata Viola Davis –è da sempre una grande estimatrice e fan di Meryl Streep- presenta il Cecile B. de Mille Award alla carriera a Meryl Streep e nel suo discorso riassume perfettamente il motivo per cui l’attrice è ancora oggi grande, entusiasta e capace di interpretare un ruolo come prima non aveva fatto.
La Davis dice “Posso solo immaginare Meryl dove vai quando scompari in un personaggio”.


La fama di Meryl Streep non tarda ad arrivare, nonostante i commenti sul suo aspetto, testarda e caparbia, nel 1978 lavora con Michael Cimino in quello che è considerato uno dei migliori film di sempre : Il cacciatore.



Meryl è Linda, la parte fu talmente nelle sue corde che riceve la prima nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista; in tutto il film ricevette ben nove nomination e ne vinse cinque tra cui quella di Miglior Film. il set fu un’esperienza importante, non solo Meryl potè lavorare con Cimino ma conobbe Robert De Niro con cui strinse un’amicizia che ancora oggi rimane. Ma ciò che rende ancora più interessante è sapere che gran parte delle battute della Streep vennero improvvisate da lei stessa, a dimostrazione del grande intuito che la contraddistingue.
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A distanza di un solo anno, esce nelle sale Kramer vs Kramer, di Robert Benton, la drammatica storia di una battaglia legale per la custodia di un figlio. Meryl è alle prese con un ruolo difficile, di nuovo, quello di una donna che lotta per suo figlio dopo essersi allontanata in seguito alla decisione di lasciare suo marito. Quest’ultimo è interpretato da un ottimo Dustin Hoffman. I due, che insieme formano una struggente coppia di persone incomplete, sono accomunate dal desiderio di poter continuare ad amare il proprio figlio in assenza dell’altro. La battaglia legale, i confronti prima di essa, sono sequenze ad alto spessore emotivo, in cui è palese la dimostrazione che per fare un Film, raccontare la storia non occorrano grandi costumi o effetti speciali. Basta una trama e personaggi ben scritti. In questo caso però. Benton si avvalè di una riuscita scelta anche degli attori. Non c’è una sola sequenza in cui Meryl sia fuori luogo o troppo caricata, è una madre pentita, dispiaciuta e caparbia. Tutti i sentimenti vengono trascinati dai suoi sguardi, dal suo volto; la macchina da presa, saggiamente, nelle sequenze nel tribunale si concede a primi piani o mezzi piani, il volto di Meryl dice tutto. È segnato dal dolore misto alla forza.
Nel 1980, Meryl vinse il suo oscar come Miglior Attrice non Protagonista assieme a Hoffman come Miglior Attore.




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