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I racconti del giardino incantato: la recensione del film

 
I racconti del giardino incantato, diretto da Patrik Pašš Jr., Jean-Claude Rozec, David Súkup e Leon Vidmar, è in sala distribuito da Trent Film.


I racconti del giardino incantato, diretto da Patrik Pašš Jr., Jean-Claude Rozec, David Súkup e Leon Vidmar, è in sala distribuito da Trent Film.

La trama: Tom, Susan e Derek sono tre bambini che trascorrono una notte nella casa del nonno dopo la perdita della nonna, figura centrale della famiglia e custode delle storie che accompagnavano la loro infanzia. Per colmare il silenzio e la distanza emotiva che si è creata, Susan decide di raccogliere quella preziosa eredità inventando nuovi racconti, capaci di riportare calore e immaginazione nella casa.

Realizzato in stop-motion, I racconti del giardino incantato celebra la vita parlando di morte. Quanto può essere difficile, soprattutto per dei bambini, parlare di assenza e colmarne una così importante come quella di una nonna? I tre fratelli provano a farlo, e in parte ci riescono, andando a trovare il nonno rimasto solo, che sembra essersi chiuso in se stesso.

Cercando di trovare conforto, i fratelli si riuniscono negli stessi luoghi in cui la nonna raccontava loro le storie e decidono di fare la stessa cosa. Il film ci mostra la forza dell’immaginazione e, al contempo, la semplicità con cui i bambini affrontano le fasi della vita. Costruendo i loro racconti, in cui compaiono personaggi che hanno perso qualcuno o qualcosa, il film dimostra quanto conti l’empatia per sentirci affini agli altri. Che siano avventure o storie di tutti i giorni, quelle dei tre fratelli sono favole in cui contano i sentimenti e le sensazioni provate.



Liberamente tratto dall’opera dello scrittore e drammaturgo ceco Arnošt Goldflam, il film mostra come l’immaginazione sia rifugio e speranza. Il progetto, sviluppato nell’arco di quasi dieci anni e costruito come un mosaico di racconti intrecciati, unisce quattro differenti visioni autoriali da quattro diversi Paesi in un’unica esperienza cinematografica poetica e universale, che dimostra appieno le grandi potenzialità dell’animazione europea.

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